mercoledì 7 marzo 2012

verde americano: caramel apple dip

L'America. Per meglio dire l'America del Nord. Per dirla ancora meglio gli Stati Uniti d'America. Ognuno ha la sua opinione in proposito. Io, che non sono mai riuscita ad appassionarmi alla politica, li considero la mia Patria elettiva. Nel mio cuore, io sono Americana. Gli Stati Uniti li ho sognati, desiderati, idealizzati fin da piccola. All'inizio erano i film, in bianco e nero, sull'unico canale disponibile: i vestern con Ion Vaine o Gari Coper, le commedie musicali  con Fred Astaire e Ginger Rogers, i polizieschi con Umpri Bogart, i gialli di Alfred Itc-coc... e poi Ion Veismuller, Cari Grant, Catrin Epburn e Spencer Traci, Tiron Pauer, Paul Neuman, Marlon Brando...l'unico del quale sapevamo, inconsapevolmente, pronunciare il nome...ah no: c'erano anche Ingrid Bergman e Greta Garbo! Poi i canali sono diventati due e le immagini si sono colorate, ma solo per chi si poteva permettere il lusso di un televisore a colori. Alla radio ascoltavamo le canzoni in inglese e noi ci cantavamo sopra...uen de laaaait...in saaaanfraaansiscooooo e alla televisione si vedevano ragazzi vestiti in modo strano, con barbe incolte e capelli lunghi, che reggevano cartelli con scritte incomprensibili e gridavano cose che noi non capivamo: li chiamavano Ippi e l'appellativo aveva un tono dispregiativo e canzonatorio... Pero', intanto, l'inglese cominciavo a studiarlo a scuola e mi sembrava una specie di magia! Finalmente potevo capire i testi delle canzoni che amavo tanto: solo qualche parola, all'inizio, poi intere frasi...Anzi, la nostra in segnante, suor Elisabetta, o Elizabeth, come voleva che la chiamassimo noi, utilizzava molto le canzoni per insegnarci la pronuncia.



Ovviamente solo quelle approvate dal Vaticano, meglio se di Julie Andrews, che aveva ed ha, a detta di suor Elizabeth, una pronuncia perfetta. Ma le canzoni dei cantanti e dei gruppi americani giravano clandestinamente, tanto che in prima superiore, alla prima lezione di inglese, l'insegnante, nel farmi i complimenti per la facilita' con cui leggevo un testo mai visto prima, mi fece notare che avevo una pronuncia molto americana...con buona pace di suor Elizabeth e Julie Andrews...Gli America, James Taylor, gli Eagles, Neil Young, Crosby Stills and Nash, Crosby Stills Nash and Young...ok, la smetto...anche perche' l'elenco sarebbe pressocche' infinito. La notte mi addormentavo con l'auricolare nell'orecchio, ascoltando le "radio libere" e intanto sognavo...sognavo... Sognavo i grattacieli di New York, i saliscendi di San Francisco, la sabbia rossa della Monument Valley, le onde del Pacifico... Disneyland!!...     " ...ma l'America e' lontana" cantava Lucio "dall'altra parte della Luna..." Avrebbe anche potuto essere vero, tanto mi sembrava irragiungibile... Ma quando desideri davvero qualcosa, l'Universo trama perche' tu possa ottenerla. Alla fine ci sono andata, negli Stati Uniti, ben due volte, 5 settimane ogni volta. Piu' di 20.000 chilometri in macchina, quasi altrettanti in aereo, qualcuno in treno. 22 Stati: visitati, attraversati, solo sfiorati. L'Atlantico e il Pacifico. La Monument Valley e il Gran Canyon. Disneyland e Disney World. La California e la Florida. L' Iowa e l'Arizona. New York, San Francisco, Philadelphia, Baltimora, Tucson, Orlando, Savannah...ma prima di Forrest Gump e quindi No!, non l'ho vista la panchina!!... pero' abbiamo accarezzato dei cuccioli di foca in liberta' su una spiaggia della California, dato da mangiare a cervi e scoiattoli, ci siamo trovati a pochi metri da delfini e alligatori e Martina ha persino accarezzato un'orca! Ha detto che sembra di gomma...E poi la gente, gli amici che ci hanno ospitato, in minuscoli appartamenti di citta' o in ville di quartieri residenziali, ma sempre con quell'allegra famigliarita' che ti fa sentire che sei benvenuto, che ti fa sentire a casa. Ma di tutti i preziosi ricordi, quello piu' caro e' sicuramente il primo, quando dall'oblo' dell'aereo ho visto l'inconfondibile silouhette della Sky-line piu' famosa del mondo, stagliarsi quasi nera contro il cielo rosa-arancio al tramonto. Amore guarda!! E io sbatto le palpebre, per liberare gli occhi dal velo di lacrime che li appanna, e il mio sguardo incredulo, commosso, emozionato e felice si fissa sul doppio incanto delle Twin Towers... e quella visione mi si stampa sul cuore. Ed e' li' che loro ancora si trovano. Incrollabili!

Avrei potuto scegliere tra centinaia di ricette, una piu' buona dell'altra. Ma Cinzia e Valentina hanno detto VERDE e CONTRASTI. A me e' venuto in mente questo, uno dei dessert piu' diffusi e piu' popolari. L'abbiamo assaggiato per la prima volta a Richmond, Virginia, a casa di John e Nancy, il "fratello" americano del maritino e la sua ormai ex-moglie. 
Qui di contrasti ne trovate fin che volete: dal dolcechepiu'dolcenonsipuo', all'acidulo delle mele verdi, dalla setosa morbidezza del dip, alla croccantezza del frutto, dal grasso che ti vela la lingua e il palato, al succo fresco che te lo lava via...Contrasti di gusto e di sensazioni dalla terra dei contrasti per eccellenza.

Caramel apple dip



Ingredienti:

2 cucchiai di dark brown sugar, zucchero muscobado scuro
2 cucchiai di light brown sugar, zucchero muscobado chiaro
4 cucchiai di acqua
200 ml di panna da montare, liquida
200 ml di sour cream
1/2 stecca di vaniglia

Se non trovate lo zucchero scuro, potete fare un caramello sostituendo tutto lo zucchero con normale zucchero bianco, bagnandolo con i 4 cucchiai di acqua e cuocendolo fino a che ha preso un bel colore ambra scuro. Siccome il rischio di far bruciare il caramello e' piuttosto alto, e in questo caso la crema prenderebbe un sapore amarognolo non proprio gradevole, io preferisco usare il brown sugar, che ha naturalemnte un sapore caramelloso. Potete sostituire la sour cream con della creme fraiche, o farvela in casa aggiungendo un cucchiaio di succo di limone a della panna fresca per dolci e aspettando almeno 15 minuti prima di utilizzarla. Ne esistono versioni anche con il Philadelphia.
Versate i due zuccheri in un pentolino, aggiungete l'acqua e portate ad ebollizione. Abbassate la fiamma e fate sobbollire per tre minuti. Intanto scaldate, senza farla bollire, la panna liquida in cui avrete messo la stecca di vaniglia divisa in due per il senso della lunghezza. Fuori dal fuoco, unite la panna, dopo aver eliminato la vaniglia, allo sciroppo di zucchero, mescolando bene per amalgamarli. Unite anche la panna acida, sempre mescolando. Riportate il pentolino sul fuoco a fiamma dolcissima e fate riprendere bollore, mescolando spesso. Spegnete subito e versate in una coppetta. Fate raffreddare completamente, poi coprite con pellicola e tenete in frigo fino al momento di servire. Ovviamente la potete gustare con tutto quello che vi suggerisce la fantasia, ma la morte sua sono le mele, meglio se del tipo croccante, succoso e poco dolce o decisamente acidulo.

Enjoy!!
  
Con questa ricetta partecipo al contest Colors and Food, what else? del mese di Marzo



17 commenti:

  1. hai fatto l'apple dip???? e che belle foto!! Brava mami!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie; ho montato l'accrocchio...

      Elimina
    2. Si vede!! Bellissimo anche il post! :')

      Elimina
  2. Risposte
    1. Apple dip, ti presento Valentina. Valentina, ti presento Apple dip....ecco: adesso diete amici!!

      Elimina
  3. Stupendo.
    Anche per me gli USA erano il sogno da ragazzina, un po' infranto dopo la diversa consapevolezza che un periodo di vita li' mi ha portato....
    Pero'sono un grande Paese, qualunque cosa si pensi :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un po' quello che e' successo a me con l'Olanda, ma e' anche normale che i sogni si ridimensionino nella realta'.

      Elimina
  4. ohmamma sbavo sulla tastiera...che delizia....non lo conoscevo neppure io, ma mi ha già conquistata!!!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Simo, mi raccomando, non farlo assaggiare ai tuoi bimbi!! Un abbraccione.

      Elimina
  5. L'America affascina sempre credo, da grandi e da piccoli. Io da bambina sognavo di diventare una hostess di volo e mi vedevo in aereo verso l'America, il tutto per emulare nelle mie fantasie una cugina di mio papà che lo faceva per lavoro sul serio...che bello sognare...
    Grazie per questa ricetta ricca di contrasti, in perfetta sintonia con il tema del mese!
    buon pomeriggio, Vale

    RispondiElimina
  6. ah, cara Roberta, come mi hai portata lontano, anche stavolta! L'america è un sogno anche per me, ma io sono tanto affascinata dalla grande natura, qeiu land-scape infiniti, con una visibilità che da noi in Valpadana ormai non esiste più.. E questo dip proprio non lo conoscevo, dalla foto pare un cioccolato invece gli ingredienti me lo fanno immaginare più come una ganache-caramello, e francamente la trovo fantastica.. senti ma.. per muscobado chiaro, che non ho mai visto, posso sostiutire con altro zucchero di canna chiaro? perché sai le mele verdi, come ben sai, celò!! e il passo è breve..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A proposito di andare lontano: il maritino, dopo aver dato una lunga interessata occhiata al tuo blog, mi ha chiesto di invitarti a passare una settimana con noi in Francia, non appena la casa sara' in condizioni decorose. Ti piacerebbe?
      Lo zucchero mascobado, o mascovado, e' zucchero di canna non raffinato. Sono sicura che nei supermercati col nome che comincia per esse e finisce con lunga ce l'hanno. In alternativa puoi usare il demerara. Ma viene ottimo anche col caramello di zucchero bianco, solo che ci vuole un filino in piu' di attenzione. Guarda che da' dipendenza, sallo!! Un bacione!!
      P.S.:...e se io ti dicessi che bazzichero' quel di Bergamo, a breve?

      Elimina
    2. °_O !!! in Francia!? Urca! Non me lo farei ripetere due volte, resta solo il fatto che sia una battuta umoristica, perché l'uomo forse non immagina che risultato esplosivo si ottiene avvicinando due amiche blogger, e poi far loro sfiorare cucina e fornelli! Ahahahh!
      E se/quando sarai dalla nostre parti, un fischio che io CI SONO, devi solo dire dove e quando.. sarebbe bellissimo poterci abbracciare, Cara Roby!

      Elimina
  7. questa per me è una novità, ma devo dire che mi ispira tantissimo! E mi fa venire tanta voglia di USA!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono un po' stupita che sia cosi' poco conosciuto: e' uno dei dessert/snak piu' diffusi negli States e ne esistono un'infinita' di varianti, dal caramelloso e appiccicoso, che di solito si servono calde, al soffice e cremoso come questa.

      Elimina
  8. Ragazza che foto, complimenti!!! E che ricetta!!!! Bello il contrasto. Ti faccio in bocca al lupo per il contest. E che racconto!!!! Io non ci sono ancora stata negli States e muoio dalla voglia di andarci...prima o poi. Ti terrò presente per consigli, dritte, suggerimenti...intanto mi hai fatto sognare con il tuo bel racconto. E emozionare.
    Ti abbraccio forte forte

    RispondiElimina
  9. ...magari ci andiamo insieme...

    RispondiElimina