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lunedì 21 novembre 2011

Hutspot

Imperdonabile mancanza alla quale corro subito a porre rimedio. Mi accorgo, anzi, mi e' stato fatto notare dalla mia amica Saskia, che non ho mai pubblicato una ricetta olandese. Il fatto e' che io non ho mai cucinato un piatto tipico di qui. Eppure ho avuto modo di assaggiarne diversi, sia al ristorante che preparati in casa dalle mie amiche, e li ho trovati davvero ottimi. Per la maggior parte sono piatti "contadini", semplici, con pochi ingredienti insaporiti da qualche spezia. Raccontano di un Paese dove, a causa del clima, della posizione geografica, della conformazione del suolo, coltivare la terra costava tanta fatica e non dava la varieta' e la quantita' di prodotti comuni ad altre latitudini. Parlano di piccoli, agili, veloci velieri carichi di spezie provenienti dall'altro capo del Mondo. Parlano di mare, di fumo di legni aromatici, di barili di sale. Parlano delle grandi mucche bianche e nere che pascolano placide sui verdi prati strappati al mare e producono un latte grasso e ricco con cui fare ottimi formaggi. Parlano di belle pentole di ghisa lasciate in un angolo del camino per ore...Adesso ci sono chilometri quadrati di serre nelle quali si coltivano tutto l'anno pomodori, peperoni, melanzane e zucchine; pescherecci grandi quanto una piccola citta' che congelano il pesce appena pescato e lo vendono ai Giapponesi; grandi supermercati dove si trovano prodotti freschi e confezionati provenienti da ogni parte del mondo. Ma ancora oggi, se chiedete ad un Olandese quali sono i piatti tipici del suo Paese, quasi sicuramente il primo che vi elenchera' sara' Hutspot. Il nome, che significa pasticcio o miscuglio, da gia' un'idea della ricetta. Infatti si tratta di un "miscuglio" di carne stufata per ore e di verdure bollite e ridotte in purea. La mia amica Saskia e' stata cosi' carina da prepararlo per noi, insieme ad un' altro piatto tipico del quale vi parlero' piu' avanti, e da darmi la ricetta.



INGREDIENTI:

1 kg di patate da puree tagliate in pezzi

500 g di carote a rondelle

250 g di cipolle in spicchi

1 kg di carne di manzo per brasato, tipo brione, tagliata in pezzi non troppo piccoli

1 cipolla grossa

2 o 3 pomodori da sugo o pelati in scatola

burro

alloro

sale e pepe

Mettete le patate in una capace casserruola, copritele d'acqua e sopra fate uno strato con le carote e uno con le cipolle. Fate cuocere finche' le verdure saranno tenere, circa 20 minuti. Scolate le verdure conservando il liquido di cottura, poi riducetele in purea non troppo fine, aggiungendo se occorre qualche cucchiaio del loro liquido o del latte. Salate, pepate e uniteci una noce di burro, se volete.

Tradizionalmente la carne per l'Hutspot si cuoce nella pentola in ghisa. Si fa soffriggere la cipolla con un po' di burro poi la si toglie dalla pentola  e si fanno rosolare a fiamma viva i pezzi di carne da tutti i lati. Salare e pepare, poi aggiungere la cipolla rosolata, i pomodori, pelati, privati dei semi e spezzettati, e una foglia di alloro. Coprire e far cuocere a fuoco molto basso per 3 ore. Non dovrebbe esserci bisogno di aggiungere acqua, ma se serve fatelo per permettere la formazione di un bel sughetto. Al momento di servire mettete due o tre cucchiaiate di puree di verdure nel piatto, fate una fossetta nel centro e riempitela con un po' di sugo della carne. Sistemate uno o due pezzi di carne accanto al puree e servite subito. Eet smakelijk!

 

domenica 25 settembre 2011

Bavaresi alla vaniglia con gelatina di prugne

Non tutte le ciambelle riescono col buco. E non tutte le bavaresi tengono la forma! Alcune si ammosciano e si spiattellano, come queste qui:

ma sono sicura che a voi non succedera', perche' non avrete fretta di tirarle fuori dal frigo e anche perche' avrete l'accortezza di usare stampi singoli, invece che uno stampo da sei....mannaggia a me.

Comunque, questa ricettina nasce dall'esigenza di coniugare la passione del maritino per la bavarese alla vaniglia con il fatto che io, invece, la trovo un po' stucchevole. Ho pensato che aggiungere una nota leggermente acida me l'avrebbe resa piu' gradita e avevo ragione. Ho scelto di provare con la prugna, perche' avevo un vasetto gia' avviato di marmellata di prugne fatta da me, ma qualunque frutta acidella penso ci stia bene. Quindi ho preparato la gelatina per prima cosa. Ho messo a scaldare 60 ml di acqua in un pentolino e ho aggiunto due cucchiai di marmellata di prugne. Ho portato a bollore e ho lasciato bollire per un paio di minuti a fiamma bassissima. Ho tolto lo sciroppo dal fuoco e ci ho sciolto un foglio di colla di pesce, ammollato e strizzato. Ho passato il tutto da un colino, e ho distribuito la gelatina in 6 stampini monoporzione, che poi ho messo a raffreddare in frigorifero. Intanto ho preparato la bavarese, con 4 tuorli d'uovo, 60 grammi di zucchero, 250 ml di latte, i semi prelevati da mezza stecca di vaniglia, 250 ml di panna fresca montata e 10 grammi di gelatina in fogli. I semi di vaniglia sono microscopici e appiccicosi e hanno la brutta abitudine di formare piccoli antiestetici grumetti neri, se si mettono cosi' come sono nelle creme un po' liquide. Io ho risolto il problema, mischiandoli prima allo zucchero semolato. Ho tolto gli stampini dal frigo, con la gelatina che ormai era perfettamente rappresa, e li ho riempiti di bavarese, coprendola poi con un biscotto alle mandorle, per dare un po' piu' consistenza al dolce. Volevo bagnarli con un po' di vino dolce, del pieneau che compriamo sempre nei nostri frequenti viaggi in Francia e che e' fatto con cognac e mosto d'uva, ma avevo paura che i biscotti si ammollassero rendendomi difficile trasferirli sopra la bavarese senza che mi si sbriciolassero in mano andando ad affogare nella crema. Quindi ho aspettato che la bavarese si fosse gia' rassodata un po' e poi li ho spennellati col pineau. Avrei dovuto lasciarle raffreddare almeno un paio d'ore, ma anche di piu' non fa male, invece il maritino reclamava....vabbe', l'aspetto fa un po' ridere, ma buone erano buone lo stesso.

Gnocchi di zucca con feta e noce moscata

Se mai proverete a fare questa ricetta, mi lancerete un sacco di maledizioni, lo so. Siate caritetevoli e datemi fiducia fino a che non li avrete assaggiati. Prepararli richiede pazienza e una certa dose di manualita', ma alla fine sarete ripagate per l'impegno profuso.



Volevo una ricetta di gnocchi di sola zucca, senza patate, ricotta o altro. Le ho condite semplicemente con del feta sbriciolato, perche' stasera parto e dovevo far fuori tutti i rimasugli delle ricette dei giorni scorsi, ma il risultato e' stato sorprendente: il gusto deciso e leggermente acido del feta, bilancia bene quello delicato e dolce della zucca. Saranno buonissimi anche con burro fuso e slavia o con della ricotta, sia fresca che salata o affumicata. Cercate comunque di non coprire il sapore della zucca, che in questi gnocchi si sente tanto. La polpa di zucca dovra' essere molto soda, quindi vi consiglio di cuocerla in forno, coperta, per una mezz'ora, prima di ridurla in purea. La quantita' di farina dipendera' dall'acqua contenuta nella polpa di zucca, ma usatene comunque il meno possibile, per non ritrovarvi con degli gnocchi duri e collosi. Piuttosto regolatevi con l'uovo: io l'ho sbattuto prima con una forchetta e ne ho aggiunto solo meta'. Le dosi sono per due piatti.

Ingredienti:

250 g di polpa di zucca

175 g di farina

2 cucchiai di parmigiano grattugiato

1 uovo

1 pizzico di sale

noce moscata grattugiata

30 g di burro fuso

formaggio feta

Mettete la polpa di zucca in una terrina e amalgamateci meta' dell'uovo, il parmigiano, il sale e la noce moscata. Unite la farina un poco alla volta, lasciandone due o tre cucchiai per infarinare il piano di lavoro. Alla fine dovrete avere un impasto molto morbido. Mettete al fuoco una casseruola d'acqua leggermente salata. Sul piano di lavoro ben infarinato, versate una cucchiaiata di impasto e, lavorando con delicatezza e aiutandovi con la farina, formate un rotolino di circa due centimetri di spessore che taglierete poi in gnocchetti non troppo grossi. Sempre con molta delicatezza trasferiteli su un tagliere anch'esso ben infarinato. Continuate cosi', una cucchiaiata alla volta, fino alla fine dell'impasto. Quando l'acqua bolle buttateci gli gnocchi pochi per volta: io li ho cotti in qattro tempi. Sbriciolate il feta nei piatti e quando gli gnocchi vengono a galla, raccoglieteli con il mestolo forato,scolateli bene e trasferiteli direttamente nei piatti sopra al formaggio che col loro calore si sciogliera' un po'. Quando avrete cotto e messo nei piatti tutti gli gnocchi, versateci sopra il burro fuso ben caldo e cospargeteli con una grattatina di noce moscata. Mescolate delicatamente e servite subito.



 

sabato 17 settembre 2011

Verrine di yogurt, confettura di pesche e muesli croccante

non sono riuscita a resistere. Appena la confettura di pesche noce si e' raffreddata, mi e' venuta voglia di assaggiarla: ed eccola qui!

In un bicchiere, alternata a strati di yogurt al naturale e muesli croccante

venerdì 16 settembre 2011

La mia Olanda: la nostra casetta

Cercare casa in Olanda non e' poi tanto diverso che cercarla in Italia. La trafila e' la solita: annunci-agenzia-visita-trattativa-preliminare-notaio-attodiproprieta'-mutuo....Insolita, invece, era la situazione: mio marito in Olanda, io in Italia. Devo dire che senza internet sarebbe stato tutto molto piu' difficile, se non impossibile. Procedevamo cosi': io, che avevo lasciato il lavoro e quindi disponevo di molto tempo libero, visionavo gli annunci in rete, rigorosamente in Olandese...sigh!!, ma fortunatamente corredati di molte foto e dettagli sia sull'immobile che sulla zona. Avevo raccolto ogni genere di informazione possibile sui vari quartieri della citta', in modo da evitare zone malfamate e poco sicure, cosi' come quelle upper-class, decisamente fuori dalla nostra portata e, soprattutto, dal nostro gusto. Quindi, concentrandomi sulle zone che possedevano i requisiti, tutti i giorni vagliavo decine e decine di annunci, selezionandone ogni giorno una decina da sottoporre a mio marito. Ci si "incontrava" in chat, gli mandavo i link degli annunci, li valutavamo insieme e di solito ne sceglievamo tre o quattro. Poi lui prendeva contatto con le varie agenzie immobiliari, andava a dare un'occhiata e mi faceva rapporto. Quando vedeva qualcosa di interessante, concordava con gli agenti una seconda visita, io lo raggiungevo per qualche giorno e passavamo le ore che lui aveva libere dal lavoro andando "per case". Per il resoconto dettagliato dell'esperienza, anche questa volta vi rimando al mio libro "Oh...perdincibacco!" sottotitolo "le case della classe media olandese", di prossima pubblicazione. La prima considerazione che piu' spesso ci veniva da fare non appena salutavamo l'agente di turno e ci ritrovavamo noi due soli era: Ma 'sti Olandesi....sono dei selleroni lunghi lunghi...ma come c'entrano in 'ste scatole di fiammiferi? Cucinini da unmetroeventiperdue, camere matrimoniali da unmetroessantacinquepertre che ti devi lanciare sul letto direttamente dalla porta, toilette, si' perche' in Olanda adottano il sistema francese, con il water in uno stanzino separato dalla sala da bagno, toilette dicevo che quando ti siedi tocchi la porta con le ginocchia...La maggior parte delle case che abbiamo visto erano anche carine eh...ben arredate, luminose...ma minuscole. Unica eccezione, il soggiorno: alcuni arrivavano a undici metri....per tre! Dei corridoi, insomma...Per farla breve, la solfa e' andata avanti cosi' per circa due anni: se ci piaceva la casa, non ci piaceva la zona, se ci piacevano tutte e due, scoprivamo che avremmo pagato di piu' per le spese condominiali che per il mutuo...Finche' un giorno arriva la notizia tanto attesa: "corricorril'hotrovatal'hotrovata!". Dove corricorri sta per "prenotailprimovoloaventieuroandataeritorno", il che significava almeno due settimane, all'epoca. Finalmente arrivo e andiamo a vederla: Scheveningen, quartiere tranquillo, 700 metri dal mare, pianterreno, soggiorno-cucina-camera da letto-giardinetto-bagno con wc. Tutte le stanze ben proporzionate, luminose. Certo qualche lavoretto da fare, non c'e' l'impianto di riscaldamento, il bagno e' datato, pero' il prezzo e' un affare, la proprietaria ha fretta di vendere. Controlli, perizie, offerta, offerta accettata, richiesta mutuo, mutuo approvato, notaio, atto di proprieta'. E' nostra! Cominciamo a sistemarla....ma questa, come sempre, e' un'altra storia....

giovedì 15 settembre 2011

Biscotti alle spezie con scaglie di mandorle

Per me, le spezie sono il miglior antidepressivo del mondo. Non mi capita spesso di essere triste o depressa, ma quando succede, affondare il naso nel barattolo dell'anice stellato o della cannella, non risolve, ma aiuta. E il profumo di spezie che riempie la casa quando sforno questi biscotti, non lo si puo' descrivere: bisogna provarlo. Ricordatevi di rinnovare le vostre spezie annualmente, se volete averle sempre fragranti e profumate. Io preferisco acquistare le spezie intere e macinarle all'occorrenza in un vecchio macinacaffe' che utilizzo solo per questo scopo.

Ingredienti:

1/4 dell'impasto di base che trovate qui

1 cucchiaino di cannella in polvere

1 cucchiaino di noce moscata grattugiata

1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere

chiara d'uovo

mandorle in scaglie per decorare

Accendete il forno a 180°. Allargate la pasta frolla sul piano di lavoro leggermente infarinato e distribuiteci sopra le spezie. Impastate il piu' velocemente e il meno possibile, giusto il tempo di amalgamare le spezie all'impasto. Formare un cilindro, avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo in frigo per almeno un'ora, ma meglio se tutta la notte, per dare il tempo alle spezie di rilasciare tutto il loro profumo. Stendete la pasta in uno spessore di circa 3 mm, spennellatela con la chiara d'uovo leggermente sbattuta  e ritagliate dei dischetti con un tagliabiscotti di circa 6 cm di diametro. Disponete i biscotti sulla teglia ricoperta di carta da forno, cospargeteli con le mandorle e infornate a meta' altezza per circa 7/8 minuti o finche' i bordi cominciano a colorirsi. Toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare sulla teglia per un paio di minuti, prima di trasferirli su una gratella a raffreddarsi completamente.