domenica 25 settembre 2011

La mia Francia: Le Clos Saint Jacques

All'inizio era solo una delle tante scelte tra le centinaia, non scherzo, di annunci visionati. Non era proprio quello che stavamo cercando: la casa un po' piccola, solo 6.000 mq di terra. Pero' avevamo gia' visto altre proprieta' nei dintorni, durante il nostro precendente viaggio; il paese di Thiviers e la zona circostante ci erano piaciuti molto. Avevamo comunque altre case da andare a vedere da quelle parti, un paio con la stessa agenzia che proproneva anche questa. Mettiamo anche lei nell'elenco. Era maggio. Una bellissima giornata di sole, una delle prime dopo una primavera insolitamente umida e piovosa, a detta di Cath, l'agente che ci accompagnava. L'edificio e' una piccola longere, minuscola rispetto a quelle che avevamo visto in Charente. Non ha nemmeno le belle caratteristiche architettoniche dello stile perigordino, quello tipico della zona in cui ci troviamo: il Perigord Vert, appunto. Qui le vecchie case hanno tetti  spioventi, leggermente concavi, ricordano un po' i tetti a cappello di strega, ma meno acuti ed appuntiti. La travatura del tetto e' particolare e molto bella, uno spettacolo da lasciare a vista, e la copertura e' composta di piccole tegole piatte, molto sovrapposte, a volte in ardesia, piu' comunemente in terracotta. I muri sono in pietra, la tipica pietra perigordina, arenaria tendente al giallo simile alla nostra pietra senese. Questa casa e' stata chiaramente costruita in epoche diverse, con alcune parti che si sono aggiunte nel corso degli anni. La parte piu' vecchia, il fienile, risale probabilmente ai primi del secolo scorso, mentre quella piu' recente, adibita ad abitazione della famiglia, deve essere stata costruita intorno agli anni trenta e alzata di un piano in un secondo tempo, probabilmente negli anni cinquanta. Quest'ultima e' in pietra intonacata, ma con l'intonaco composto di cemento e di sabbia locale, per cui il colore e' comunque quello naturale della pietra del Perigord. Il fienile, invece, e' in pietra a vista, con inserti di mattoni rossi nei punti in cui, all'interno, si aprono gli armadi a muro: in pratica si sostituivano le pietre, spesse anche 60 cm, con i mattoni, per creare una rientranza nel muro che, intonacata, dotata di mensole e chiusa da ante, potesse essere utilizzata come dispensa, nelle cucine, o come armadio. Lo stesso sistema veniva usato anche per far passare le canne fumarie di camini e stufe. La casa e' disabitata gia' da una quindicina d'anni, cioe' dalla morte dell'ultima e unica proprietaria, ed e' ancora completamente arredata con i vecchi mobili, a loro volta ancora pieni delle vecchie cose dell'anziana signora. Cath apre, non senza difficolta', il piccolo portoncino di ingresso, al di la' del quale c'e' una semplice porta finestra che da' direttamente nella cucina. Ovviamente e' buio e la corrente e' staccata, ma mentre Cath va ad aprire le imposte per avere un po' piu' di luce, alla mia sinistra, seminascosto dall'anta della porta-finestra, noto un vecchio pianoforte verticale in legno scuro. Sul leggio c'e' ancora uno spartito di Mozart...Adesso c'e' piu' luce: il pavimento e' coperto da un....linoleum a scacchi bianchi e neri, lo so, questa cosa mi perseguita. Sulla parete alla nostra destra c'e' un grande camino incorniciato da una quanto meno azzardata decorazione in finta pietra bianca con fughe nere...mah! Davanti al camino c'e' un tavolo quadrato coperto da una tovaglia scozzese sulla quale sono posati un fiasco impagliato e due bicchieri. Accanto al camino c'e' una nicchia ricavata nel sottoscala, con una piccola cucina a bombola smaltata di bianco e un frigorifero. Alla nostra sinistra una parete sottile divide il locale in due. In mezzo c'e' la porta che da' sulla sala da pranzo-salotto, a sinistra della porta c'e' il pianoforte, a destra una credenza, che mi arriva quasi alle spalle, anche questa in legno scuro, con un cassetto e due ante: sul piano impolverato, tra soprammobili dozzinali e una bella ciotola ovale in porcellana, ci sono alcuni vecchi libri, con le rigide copertine consunte e le pagine ingiallite, mentre i ripiani interni sono quasi per intero occupati da pile di vecchi dischi in vinile e degli ancor piu' vecchi 78 giri in bachelite. La sala da pranzo ha un aspetto leggermente meno campagnolo, piu' borghese, con le pareti rivestite con un alto zoccolo di perline smaltate in verde salvia e azzurropolvere e una carta da parati in nuance che si sta staccando in parecchi punti, il soffitto perlinato anch'esso, il pavimento a listoni di legno, coperto per meta' da un consunto tappeto, sul quale poggia un bellissimo, grande tavolo in noce con le gambe arquate in stile Queen Ann. In un angolo un'altro camino, questa volta con la cornice in legno, ma si vede che e' finto; nella bocca del finto camino, pero', c'e' una piccola meraviglia: una vecchia stufetta a legna, in ghisa lavorata e smaltata di bianco con la marca Godin stampata a rielievo sullo sportellino. Completano l'arredamento della stanza un divano a due posti e una poltrona in pelle capitonnee, che sicuramente hanno visto tempi migliori e che qualcosa mi dice i topi trovino molto confortevoli, e un buffet talmente grosso, scuro e scolpito, da farmi pensare ad un sarcofago medioevale. L'interno e' occupato da un servizio di piatti di Limoges dipinti a mano: ogni piatto diverso dall'altro, su ognuno una coppia di pesci e il bordo decorato in oro zecchino. Salsiere, zuppiere, piatti da portata...un servizio da dodici quasi completo, mancano solo tazze e tazzine. L'immancabile armadio a muro, con l'anta dipinta negli stessi colori delle perline, contiene invece servizi di bicchieri e bottiglie di vetro molato e un altro servizio di piatti: questa volta la marca e' Villeroy & Boch ed e' un servizio da dessert della serie Burgenland in blu. Su un altro ripiano un piu' modesto, ma sempre bello, servizio in terracotta smaltata completo di cocottes di varie misure....potrei andare a vanti cosi' per giorni: descrivere dettagliatamente una per una tutte le cose che abbiamo trovato dentro quella casa e' impossibile. Sembrava un piccolo museo di storia popolare...Dalla cucina una corta rampa di scalini conduce al mezzanino, un'ampia stanza anche in questo caso completamente arredata, con gli armadi pieni di biancheria di lino ricamata a mano e i letti coperti da trapunte di lana che, purtroppo, in alcuni punti mostrano i segni degli attacchi delle tarme. C'e' anche una vecchia macchina per cucire chiusa nel suo bellissimo tavolino con la base in ghisa e il piano intarsiato a scacchiera. Un'altra rampa di scalini porta al primo piano, composto da due camere da letto, uno sgabuzzino e un singolare bagno ricavato nel disimpegno del corridoio, proprio in cima alle scale: bisogna attraversarlo per raggiungere la seconda camera da letto...boh! Noto anche che non c'e' il water, ma solo il bidet...gia'...Cath, ma dov'e' la toilette? Ah si'...e' di sotto....Dove di sotto, scusa...non mi sembra di aver visto il bagno....No, no...di sotto...in cantina...Ossignurdeldom...quindi, facciamoci brevemente due conti a mente: water in cantina e bidet al primo piano...comodo! Scendiamo quindi a vedere la cantina: se la casa e' un museo, questa e' un mercatino dell'usato! Con una scala a pioli saliamo attraverso una botola al piano superiore e anche questo non fa' differenza: vecchi mobili e vecchie cose e tantissimi vecchi libri!...Un po' frastornati usciamo per dare un'occhiata al terreno. La casa viene venduta con circa 6000 mq di terreno attinente, con diversi alberi da frutto. Non possiamo camminarci in mezzo, perche' l'erba ci arriva al naso: il contadino che lavora il fondo per conto di Mmme Cipierre, l'attuale proprietaria, ci portera' le sue vacche Limousin a pascolare, tra qualche giorno. Facciamo comunque due passi intorno alla proprieta', delimitata da una stradina sterrata. A poche decine di metri dalla casa ci sono altre due costruzioni: un bel fienile a due piani, sempre in pietra, e una specie di legnaia, mezzo diroccata e rappezzata con assi di legno e lamiera ondulata. Anche questi sono di proprieta' di Mmme Cipierre e sono in vendita....Ah si'?...e quanto terreno? Circa un ettaro e due....Pero'!...e quanto chiedono?...La somma delle due proprieta' e' ben al di la' delle nostre possibilita', comunque Cath decide di andare a vedere se Madame e' in casa. Abita li' accanto, in una magnifica villa, costruita negli anni ottanta, ma seguendo lo stile tradizionale perigordino: una meraviglia di pietra a vista e tegole in terracotta, con tanto di torretta-colombaia, circondata da quattro ettari di terreno ben tenuto e con un panorama mozzafiato. E' lo stesso che si godrebbe anche dalle finestre sul lato nord della casetta, se non fosse per l'altissima siepe di lauro che blocca la visuale. Ma la siepe si puo' potare e se questo e' quello che avremmo davanti agli occhi tutte le mattine alzandoci ed aprendo le persiane...beh, un pensierino ce lo potremmo anche fare. Cath e' di ritorno accompagnata da Madame Cipierre. Insieme diamo una rapida occhiata all'interno dei due annessi. Anche qui una quantita' impressionante di vecchi oggetti e utensili da lavoro: grandi cassoni col fondo di rete sottile per far asciugare le noci, un torchio per le mele, una vecchissima mola, un'altrettanto vetusta bascula, una mezza dozzina di grandi pentole in ghisa ancora con i loro coperchi e cataste e cataste di legna piu' che stagionata, direi. A me, che ho un'insana, e per molte persone incomprensibile, passione per tutto cio' che e' vecchio, usato, consunto, indipendentemente dal suo effettivo valore intrinseco, sembra di stare nella caverna di Aladino. Dobbiamo salutare le due signore, siamo gia' in ritardo per il prossimo appuntamento. Torniamo all'auto e percorriamo la stradina che taglia in due la proprieta' di Mmme Ciperre e che la collega alla strada provinciale. Ci troviamo circondati da spighe di grano, gia' alte e piumose, ma ancora verdi, di quel verde argentato che e' il colore del grano a maggio. La strada curva dolcemente verso sinistra, costeggiando il boschetto che delimita sul fondo il terreno di pertinenza della proprieta' in vendita: due bellissime ghiandaie, spaventate dal rumore della nostra auto, spiccano il volo dai cespugli del sottobosco in un balenio bianco-marrone-turchese e si perdono tra il verde dei rami.

6 commenti:

  1. scrivi benissimo....leggendo mi immedesimavo completamente nella situazione...

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  2. @Pam:
    ma grazie!! che bel complimento che mi fai! e' l'amore per le vecchie cose e per le storie che hanno da raccontare che mi fa trovare le parole giuste. Grazie di essere passata, buona domenica e a presto

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  3. Carissima è un piacere per me fare la tua conoscenza.Ho visto ieri sera il tuo commento sul mio post del basilico del monte Athos e ti ringrazio infinitamente.
    Il tuo blog è ricco di tante cose e questa particolaritá mi affascina da morire.
    Per il momento ho dato solo una sbirciatina veloce ai tuoi vari post, ma questo, dal quale ti sto scrivendo è una vera chicca.Anche io come te sono attratta da tutto quello che è vecchio. Io in questa casa ci starei una vita a girare e rigirare.Complimenti a presto.

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  4. valigiasulletto3 ottobre 2011 14:45

    @Anna Maria: il piacere e' tutto mio. Tornero' presto anch'io a farti visita: ho adocchiato un sacco di cose interessanti nel tuo blog. a presto, quindi, e buona settimana!

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  5. riassumiamo: tu fai le tue cosine nel wc..e poi dopo corri..con le braghe a mezz'asta..a farti il bidet a un'altro piano? : decisamente fantastico come percorso di guerra!! LOL

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    1. ahahahahahah Esatto!!....ora li abbiamo riuniti in un unico luogo....più comodo, ti pare?....

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