lunedì 19 settembre 2011

La mia Francia: come trovare la casa perfetta

Con l'esperienza da professionisti dello house hunting acquisita quando cercavamo casa in Olanda, sapevamo gia' come procedere. Ricerca su internet, selezione, contatti con le agenzie, appuntamenti, visite delle proprieta'. Quello che non abbiamo considerato, c'e' sempre qualcosa che si tralascia, e' che la Francia non e' l'Olanda come dimensioni, o meglio, il Sud-Ovest della Francia, non e' Den Haag. E semmai doveste farvi prendere dall'irrefrenabile desiderio di cercare casa in un paese straniero e che quindi non conoscete affatto, tenete sempre ben presente che le distanze reali tra un punto e l'altro, sono moooolto piu' grandi di come appaiono su Google map. Altra dritta che voglio darvi, assolutamente gratis, e' che gli agenti immobiliari sono abilissimi fotografi: sanno rendere bello anche quello che bello non e'. Quindi, se uno piu' uno fa due, il primo giro di visite alle proprieta', nell'ottobre del 2009, e' stato un francesissimo tour de force in cui abbiamo macinato chilometri su chilometri, non solo su scorrevolissime superstrade prive di traffico, ma anche su tortuose stradine di campagna, alcune delle quali non asfaltate, rimbalzando come palline da flipper da un villaggio all'altro della Charente, da una casa all'altra...una piu' deludente dell'altra. Oltretutto, altra cosa da evitare, avevamo prenotato tutte e tre le notti in un bellissimo agriturismo dove, con 18 euro a testa avevamo a disposizione una gite a due piani, piu' avanti vi spiego cosa siano le gites, inclusa la meravigliosa colazione con pane e marmellate fatti in casa, caffe', latte, te', yogourt e cereali...insomma, un vero banchetto mattutino. Solo che li' dovevamo tornare tutte le sere e da li' dovevamo partire tutte le mattine. Meglio farsi un itinerario e fermarsi a dormire ogni notte a meta' strada tra l'ultima proprieta' del giorno e la prima del giorno dopo. In ogni caso, non tutto il male vien per nuocere: alla fine dei quattro giorni di caccia, conoscevamo meglio la zona, le effettive distanze, la dimensione dei vari villaggi, paesi, cittadine e i relativi servizi. Avevamo anche un'idea piu' precisa di quello che stavamo cercando e sicuramente eravamo sempre piu' convinti di aver fatto la scelta giusta. Per non trascurare il fatto che avevamo anche trovato un paio di case che ci piacevano e per le quali avremmo anche potuto fare un'offerta: non capita mai al primo giro! Soprattutto una, una "longere": i Francesi chiamano cosi' le case a base rettangolare, piu' lunghe che alte, in genere solo due piani, che sono un susseguirsi di ambienti diversi, casa, fienile, rimessa per trattori, stalla, e che ben si prestano ad essere ristrutturate in piu' unita' abitative indipendenti. Si', perche' l'idea iniziale era quella di trovare qualcosa che fosse gia' in parte abitabile, ma che avesse anche delle potenzialita' di sviluppo future in una piccola struttura ospitativa, con appartamenti indipendenti, le gites di cui parlavo prima, da  affittare ai turisti, in modo da poter disporre di una piccola entrata che andasse a coprire le spese per quisquilie come tasse e bollette. Questa casa, di proprieta' di una simpaticissima signora inglese, Felicity, oltre ad avere due appartamenti gia' piu' che dignitosamente ristrutturati, disponeva anche di alcuni annessi ancora da ristrutturare ed era circondata da quasi 5 ettari di terreno pianeggiante. Questo compensava il fatto che fosse a due chilometri dal villaggio piu' vicino e a una decina dalla cittadina di Confolens. Ma, se devo essere sincera, quello che personalmente trovavo assolutamente irresistibile in quella casa, era altro. E' stata la prima cosa che ho visto appena ho varcato la soglia della cucina: nella bocca di quello che doveva essere stato un grande camino di campagna, sotto una bella cappa in muratura, se ne stava, in tutto il suo placido, caldo, domestico, rassicurante splendore una AGA-RAYBURN di un elegantissimo verde bottiglia. Credo di non essere mai stata piu' vicina di cosi' a perdere la dignita', non so che espressione avessi dipinta sulla faccia, ma ricordo che sia Suzanne, l'agente immobiliare, che Felicity scoppiarono a ridere. Io guardo Felicity incapace di parlare, ma con gli occhi che evidentemente parlano per me, perche' lei, sempre ridendo dice:" Si' si', quella resta. Mi costerebbe di piu' portarmela dietro, tanto in Inghilterra ne ho un' altra" Non potevo credere alle mie orecchie. Mio marito e mia figlia, che si erano attardati a fotografare l'esterno della casa, sono entrati in quel momento, giusto in tempo per vedermi superare con un balzo felino la distanza tra me e l'oggetto del mio piu' sfrenato e lussurioso desiderio e chinarmi ad accarezzare e baciare quella meraviglia di smalto e ghisa. Penso sia stato uno dei momenti piu' imbarazzanti della loro vita. Purtroppo, e nel dirlo devo trattenere le lacrime, la mia storia d'amore con la meravigliosa AGA verde bottiglia e' tristemente finita prima ancora di cominciare. Gia', perche' non e' che ce ne andiamo in giro con valigie piene di contanti, tutt'altro. Per poter fare un'offerta bisognava prima vendere la casa in Italia che ormai nessuno piu' utilizzava. Pensavamo anche di essere stati fortunati, perche' abbiamo avuto un'offerta equa proprio un paio di mesi dopo e quindi, tutti felici, abbiamo chiamato l'agente francese, solo per venire a sapere che Felicity aveva firmato appena due giorni prima con un altro acquirente. Non so dirvi la delusione. Siamo andati ancora due volte a caccia di case, spostandoci man mano un po' piu' a sud, in Dordogna. E qui, in un bel paesino di tremila anime che si chiama Thiviers, abbiamo finalmente trovato la casa perfetta. Ma, ormai lo sapete, anche questa e' un'altra storia....

La mia Olanda: la nostra casetta, parte seconda

E' nostra! Cominciamo a sistemarla:  con una mano di pittura e dei mobili carini, vedrai come diventa bella...si'...magari! E' stato chiaro fin da subito, che il semplice lavoro di decorazione che ci eravamo aspettati non sarebbe stato sufficiente. Era altrettanto chiaro che non potevamo permetterci un'impresa, a 45 euro all'ora a persona piu' i.v.a. Dovevamo fare il piu' possibile da soli. Togliamo questa carta da parati vinilica tipo alfatone che c'e' in corridoio che fa veramente c....e, per non parlare dei quadrotti di moquette acrilica sul pavimento...tho', guarda! sotto alla moquette c'e' un linoleum a scacchi bianco e nero...togliamo anche quello e....sotto c'e' uno strato di colla-stucco...ok, via pure lui e...meraviglia! arriviamo al pavimento originale: delle bellissime cementine con un bellissimo decoro e dei bellissimi colori! Queste restano! Sono un po' rovinate, d'accordo, alcune mancano proprio, fa niente: in fin dei conti la casa e' stata costruita nella prima meta' dell'Ottocento, sono ancora in buono stato, per gli anni che hanno. Due giorni di olio di gomito, con acqua bollente e paglietta, sono stati sufficienti per eliminare lo strato di stucco e riportare alla luce le belle piastrelle...e per farmi venire una tendinite. Ora, dovete sapere che la maggiorparte delle case olandesi, soprattutto quelle vecchie come la nostra, non hanno fondamenta profonde, magari con locali tipo cantine o seminterrati. Sono costruite sulla sabbia e hanno la struttura in legno e mattoni pieni. Non chiedetemi come facciano a stare in piedi: secondo me sono un capolavoro di ingegneria e architettura...o forse si tengono semplicemente su una con l'altra. Tra la soletta in legno e il terreno, si lasciava un'intercapedine di circa 50 cm e sui muri perimentrali si aprivano dei buchi di aerazione, in modo che l'aria potesse circolare al di sotto del pavimento, favorendo l' evaporazione e quidi contrastando la formazione di umidita' di risalita. Decidiamo quindi di sfruttare l'intercapedine tra terreno e soletta, per farci passare i tubi del riscaldamento e le canaline con il nuovo impianto elettrico. Dobbiamo arrivarci, pero', all'intercapedine e infatti ci arriviamo, ma solo dopo aver tolto nell'ordine: laminato similbetulla, materassina argentata, pannelli di un materiale tipo masonite, 60x80, inchiodati alle assi del pavimento con un chiodino ogni 5 cm!...che problema c'e'? Fai leva da sotto e il pannello si schioda tutto intero. Invece il pannello, vecchio probabilmente di almeno 50 anni, si spezzetta e si sbriciola, lasciando tutta la malefica fila di chiodini ancora saldamente conficcati nelle assi di legno. Non so proprio dire quanti giorni abbiamo passato inginocchiati, seduti, accucciati sul pavimento per togliere uno ad uno i mille e piu' maledettissimi arrugginiti chiodini del cavolo, so che poi li ho pesati: erano piu' di mezzo chilo. E stiamo parlando di una stanza di 25 metri quadrati...comunque, alla fine, arriviamo alle assi originali, non resta che sollevare le due centrali per poter accedere all'intercapedine: facile, no? No! Complicatissimo. Perche' le assi sono inchiodate alle travi con dei chiodi enormi, lunghissimi e arrugginiti, che ormai sono diventati un tutt'uno col legno e...proprio...non...vogliono...saperne...di...uscire! Fortunatamente l'idraulico che avevamo assunto per fare il nuovo impianto, ci ha prestato un aggeggio, che non sto a descrivervi, molto potente con il quale siamo riusciti ad avere ragione dei ferocissimi chiodi. Finalmente solleviamo le assi, l'intercapedine si mostra ai nostri occhi pieni di ansiosa aspettativa...ormai ce la sognavamo di notte, manco fosse la caverna di Aladino...e cosi' scopriamo che i buchi dell'aerazione sono stati chiusi! Qui, in soggiorno, la situazione non e' pessima, ma come sara' nelle altre stanze? Dobbiamo scoprirlo. Il solo pensiero ci angoscia, ma e' necessario sapere.  Ed e' proprio qui che l'incubo ha inizio...(continua)

domenica 18 settembre 2011

Torta di pere cotte nel vino

Per questa torta potete utilizzare sia la pie crust  che la pasta frolla. Di solito uso la seconda, ma questa volta ho utilizzato l'impasto del pie, perche' non avevo abbastanza uova e, come sempre, nessuna voglia di andare a comprarle!



Ingredienti:

pasta frolla o pie crust

1 kg di pere williams o altre pere di stagione che tengano bene la cottura

la buccia, senza albedo, di mezzo limone

2 cucchiai di zucchero

1 pezzetto di cannella

3 chiodi di garofano

1 bicchiere di vino rosso

panna fresca per servire

Lavate e sbucciate le pere, togliete il torsolo e tagliatele a dadini. Mettetele in una casseruola con il vino, lo zucchero, la buccia di limone e le spezie. Portate ad ebollizione, abbassate la fiamma, coprite e proseguite la cottura per 10 minuti o finche' le pere saranno tenere, ma non sfatte. Scolatele sopra ad una casseruola per raccoglierne il liquido e lasciatele li' per una mezz'ora. Trascorso questo tempo, rimettete al fuoco la casseruola con il liquido di cottura delle pere e fate sobbollire finche' si sara' ridotto della meta'. Accendete il forno a 180°, rivestite con poco piu' della meta' della  pasta frolla o del pie crust una tortiera da crostata da 24cm di diametro, eliminate la buccia di limone e le spezie e distribuite le pere sull'impasto, nappandole poi con il loro sciroppo: se volete, potete tenerne da parte un paio di cucchiai per decorare il dolce al momento di servirlo. Stendere col mattarello l'altra meta' dell'impasto in un disco di circa tre millimetri di spessore e di diametro leggermente minore rispetto a quello della tortiera. Con delicatezza trasferitelo sopra il ripieno e ripiegateci sopra i bordi della pasta inferiore, sigillando bene la giuntura. Infornate nel ripiano piu' basso per 40/45 minuti o finche' la torta avra' preso colore. Servire tiepida con una cucchiaiata di panna fresca leggermente montata e un filo di sciroppo.

sabato 17 settembre 2011

Verrine di yogurt, confettura di pesche e muesli croccante

non sono riuscita a resistere. Appena la confettura di pesche noce si e' raffreddata, mi e' venuta voglia di assaggiarla: ed eccola qui!

In un bicchiere, alternata a strati di yogurt al naturale e muesli croccante

Mamma! C'e' una roba rossa nella minestra!

Oggi giornatina svuotafrigo. Sapete...un pezzo di questo, un pezzo di quello, mai abbastanza per farci qualcosa...E allora: tutto nella stessa pentola, o quasi. Guardate cos'e' venuto fuori

Una crema di verdure con passato di barbabietola e pollo. Ottima anche fredda....per fortuna, perche' ora che si finisce di decorare il piatto e' fredda per forza! Scherzo, ovviamente, basta che tutto sia ben caldo prima di impiattare. Pero' e' vero che fredda e' buona.

Non sto a darvi la ricetta della crema di verdure, potete farla come preferite, addensarla con un po' di farina, io ho utilizzato della besciamella avanzata ieri, e poi frullarla col minipimer. La roba rossa, invece, e' un frullato di barbabietola, che ho diluito con del brodo di pollo, anche quello un avanzo...eh...dovevo svuotare il frigo! e poi addensato sul fuoco con un cucchiaino di maizena. Due gocce di panna, qualche pezzetto del pollo del brodo, qualche dadino di barbabietola e una manciatina di crostini di pane integrale.

Chi dice che cenare da soli e' triste e noioso? Buon appetito a me!!

venerdì 16 settembre 2011

Ciambella al formaggio di Anna Baslini

Questa ricetta e' la prima che ho realizzato tra le tantissime incluse nel libro di Anna Baslini "Il piacere della tavola". Di questo libro mi piacerebbe parlarvi piu' diffusamente, perche' secondo me lo merita e prima o poi mi decidero' a farlo.

Ingredienti:

pasta da bigne

1 tuorlo

100 g di formaggio groviera ( o altro simile )

Fate la pasta da bigne come spiegato nella ricetta. Quando sara' pronta, uniteci la meta' del formaggio tagliata a dadini e lasciatela riposare 10 minuti. Nel frattempo, aiutandovi con un coperchio o un piatto, disegnate su un foglio di carta da forno un cerchio di 22/24 cm di diametro. Rigirate il foglio e appoggiatelo sulla teglia del forno, con il segno di matita rivolto verso la teglia, mi raccomando. A questo punto avete due alternative: o riempire con la pasta da bigne una sacca da pasticcere con bocchetta rotonda larga, oppure usare due cucchiai per distribuire l'impasto sulla teglia. Io uso il secondo metodo. In entrambi i casi dovete formare dei mucchietti di impasto ravvicinati, creando una sorta di ciambella, seguendo il cerchio che avete disegnato. Aggiungete un cucchiaio d'acqua al tuorlo e usatelo per dorare la ciambella, poi spargeteci sopra i rimanenti dadini di formaggio. Infornate in forno gia' caldo a 200°, senza mai aprire lo sportello nei primo 20 minuti. Fate cuocere per circa 30 minuti, riducendo un po' la temperatura verso la fine e facendo attenzione che il forno non sia troppo caldo nella parte inferiore. Potete servire la ciambella sia fredda che calda; nel secondo caso accompagnatela con delle verdure a vostra scelta, meglio se cotte e saltate con poco burro.



 

 

Pasta da bigne' o pate a choux

Se chiedete dei "bigne' " , scritto beignet, in Francia, non stupitevi se vi vedrete servire delle frittelle. Quelli che noi chiamiamo bigne' loro li chiamano choux e quando sono riempiti di crema o panna montata e ricoperti di glassa, allora li chiamano eclair. La ricetta che uso con successo da anni, sia per bigne dolci che salati,  l'ho presa da un bellissimo libro:"Il piacere della tavola" di Anna Baslini detta Oliva e un giorno ve ne parlero'. Intanto vi trascrivo la ricetta pari pari.

Ingredienti:

1/4 di litro di acqua

50 g di burro

150 g di farina

da 3 a 4 uova

1/2 cucchiaino di sale

per bigne' dolci aggiungere 2 cucchiai di zucchero

Mettete in una casseruola l'acqua fredda con il burro ed il sale, fatela bollire e appena il burro e' fuso, togliete la casseruola dal fuoco e versateci dentro in un sol colpo la farina setacciata. Mescolate e rimettete la casseruola al fuoco. Lavorate energicamente la pasta con un cucchiaio di legno fino a quando sara' rappresa in una sola palla e si stacchera' dalle pareti della casseruola. Toglietela dal fuoco e lasciatela intiepidire, quindi incorporateci un uovo per volta, lavorando energicamente e non aggiungendo un secondo uovo finche' il primo non e' assorbito. L'impasto deve risultare liscio e vellutato e quando e' pronto formare delle bolle. Lasciatelo riposare 10 minuti, quindi adoperatelo secondo la ricetta scelta. Se deve essere dolce, aggiungete lo zucchero dopo le uova.

Ad onor del vero, sono obbligata a dirvi che la ricetta originale francese dice di non aggiungere zucchero, nemmeno per le preparazioni dolci.

 

La mia Olanda: la nostra casetta

Cercare casa in Olanda non e' poi tanto diverso che cercarla in Italia. La trafila e' la solita: annunci-agenzia-visita-trattativa-preliminare-notaio-attodiproprieta'-mutuo....Insolita, invece, era la situazione: mio marito in Olanda, io in Italia. Devo dire che senza internet sarebbe stato tutto molto piu' difficile, se non impossibile. Procedevamo cosi': io, che avevo lasciato il lavoro e quindi disponevo di molto tempo libero, visionavo gli annunci in rete, rigorosamente in Olandese...sigh!!, ma fortunatamente corredati di molte foto e dettagli sia sull'immobile che sulla zona. Avevo raccolto ogni genere di informazione possibile sui vari quartieri della citta', in modo da evitare zone malfamate e poco sicure, cosi' come quelle upper-class, decisamente fuori dalla nostra portata e, soprattutto, dal nostro gusto. Quindi, concentrandomi sulle zone che possedevano i requisiti, tutti i giorni vagliavo decine e decine di annunci, selezionandone ogni giorno una decina da sottoporre a mio marito. Ci si "incontrava" in chat, gli mandavo i link degli annunci, li valutavamo insieme e di solito ne sceglievamo tre o quattro. Poi lui prendeva contatto con le varie agenzie immobiliari, andava a dare un'occhiata e mi faceva rapporto. Quando vedeva qualcosa di interessante, concordava con gli agenti una seconda visita, io lo raggiungevo per qualche giorno e passavamo le ore che lui aveva libere dal lavoro andando "per case". Per il resoconto dettagliato dell'esperienza, anche questa volta vi rimando al mio libro "Oh...perdincibacco!" sottotitolo "le case della classe media olandese", di prossima pubblicazione. La prima considerazione che piu' spesso ci veniva da fare non appena salutavamo l'agente di turno e ci ritrovavamo noi due soli era: Ma 'sti Olandesi....sono dei selleroni lunghi lunghi...ma come c'entrano in 'ste scatole di fiammiferi? Cucinini da unmetroeventiperdue, camere matrimoniali da unmetroessantacinquepertre che ti devi lanciare sul letto direttamente dalla porta, toilette, si' perche' in Olanda adottano il sistema francese, con il water in uno stanzino separato dalla sala da bagno, toilette dicevo che quando ti siedi tocchi la porta con le ginocchia...La maggior parte delle case che abbiamo visto erano anche carine eh...ben arredate, luminose...ma minuscole. Unica eccezione, il soggiorno: alcuni arrivavano a undici metri....per tre! Dei corridoi, insomma...Per farla breve, la solfa e' andata avanti cosi' per circa due anni: se ci piaceva la casa, non ci piaceva la zona, se ci piacevano tutte e due, scoprivamo che avremmo pagato di piu' per le spese condominiali che per il mutuo...Finche' un giorno arriva la notizia tanto attesa: "corricorril'hotrovatal'hotrovata!". Dove corricorri sta per "prenotailprimovoloaventieuroandataeritorno", il che significava almeno due settimane, all'epoca. Finalmente arrivo e andiamo a vederla: Scheveningen, quartiere tranquillo, 700 metri dal mare, pianterreno, soggiorno-cucina-camera da letto-giardinetto-bagno con wc. Tutte le stanze ben proporzionate, luminose. Certo qualche lavoretto da fare, non c'e' l'impianto di riscaldamento, il bagno e' datato, pero' il prezzo e' un affare, la proprietaria ha fretta di vendere. Controlli, perizie, offerta, offerta accettata, richiesta mutuo, mutuo approvato, notaio, atto di proprieta'. E' nostra! Cominciamo a sistemarla....ma questa, come sempre, e' un'altra storia....

Olanda chiama Italia

Riflettendoci, la posizione da cui osservo l'Olanda, cioe' quella di una casalinga, amante della solitudine e molto selettiva in fatto di amicizie, mi preclude buona parte della visuale. Diciamo che vedo solo quello che voglio vedere. Oltretutto mio marito svolge un lavoro un po' fuori dall'ordinario, anche se qui la sua professione e' molto piu' diffusa e richiesta che da noi. Non ho informazioni di prima mano nel campo della ricerca di un lavoro, ad esempio, ne' tanto meno so come sia lavorare gomito a gomito con gli Olandesi o che tipi di contratto di lavoro vengano proposti...ammetto la mia totale ignoranza sull'argomento.

Veleggiando sul Web, ho incrociato questo bellissimo blog, estremamente utile per chiunque sia in cerca di informazioni sui vari aspetti vita-lavoro-casa in Olanda. Informazioni chiare, dettagliate e, soprattutto, in Italiano. Ogni articolo contiene collegamenti a siti dedicati all'argomento trattato, che sia la ricerca del lavoro o della casa, l'assicurazione sanitaria o le pratiche amministrative. Dati, statistiche e notizie, senza il solito immancabile elenco di giudizi, critiche e lamentele che, purtroppo, caratterizza molti dei siti-blog-forum di "expats" (espatriati ndt) in Olanda. Buona lettura!

giovedì 15 settembre 2011

...e perche' proprio la Francia?

Eh gia': mi sono accorta di averla un po' trascurata. Allora, come siamo finiti ad acquistare una casa in Francia? La risposta e' la stessa che vale anche per l'Olanda: per caso. E anche questa volta, quando il caso ci ha presentato un'opportunita', noi eravamo nelle condizioni adatte per coglierla. Voi avete un sogno? Un desiderio? Qualcosa a cui aspirate da molto tempo, ma che, per un motivo o per l'altro, anche se poi le ragioni sono sempre le stesse: soldi-lavoro-famiglia, non siete ancora riusciti a raggiungere, a realizzare... a vivere? Si' vero? Beh, il mio sogno e', da molti, moltissimi anni, quello di vivere in campagna. E siccome la cosa non disturberebbe piu' di tanto, anzi, anche il maritino, qualche anno fa abbiamo cominciato ad annusare in giro, in cerca di un posticino tranquillo dove andare a fare il nido. Ovviamente, complice anche la mamma maremmana, il primo posto dove siamo andati a cercare e' stata la Toscana. Per ben tre anni, ogni volta che potevamo rubare un paio di giorni al solito tran-tran, caracollavamo su e' giu' per le dolci colline di quella splendida regione. Dal mare agli Appennini e di nuovo al mare. E ogni volta, tornavamo un po' piu' delusi e frustrati della precedente. Per chi ancora non lo sapesse, la Toscana HA DEI PREZZI INCREDIBILI!! per quanto riguarda le case. Soprattutto per quanto riguarda le case che piacciono a noi. E poi di terreno, nemmeno a parlarne, mentre noi volevamo almeno due ettari di terra...Comunque, non avevamo ancora perso tutte le speranze e ci dicevamo che prima o poi l'avremmo trovata la casa giusta per noi. Poi il caso ci ha messo lo zampino. Il maritino e' stato ingaggiato, insieme a due suoi colleghi, per suonare tre sere consecutive alla festa di compleanno di una signora olandese. Questa mega festa, pero', si sarebbe tenuta in Francia. Problemi? Assolutamente no. Decidiamo di partire anche noi, figlia, cane e io, e di aggiungere una settimana di vacanza ai tre giorni di lavoro. A parte tre giorni a Parigi dieci anni prima, nessuno di noi era mai stato in Francia: era l'occasione giusta per visitarla. La festa si sarebbe tenuta nella residenza estiva della famiglia, in un piccolissimo villaggio della Charente. Ci arriviamo una sera di meta' luglio, dopo aver attraversato i due terzi della Francia, da nord-est a sud-ovest. Gia' tutto il viaggio era stato un susseguirsi di ooooohhhh e aaaahhhh e guardaaaaa e che beeeellooooo. Avevamo fatto sosta due giorni a Parigi, la figliola non c'era mai stata, e a Poitiers. Avevamo gia' assaggiato la cucina francese che, diciamoci la verita', poco ha da invidiare alla nostra...ma non eravamo preparati alla meraviglia di quel mare di colline a perdita d'occhio coperte ora di girasoli in piena fioritura, ora di mais verde brillante o di bassi filari di uva. Per non parlare dei fitti boschi di alberi secolari, degli splendidi villaggi medievali, delle vecchie fattorie in pietra gialla ....insomma: la Toscana!... ma piu' grande. Il giorno dopo durante il giro, breve, viste le dimensioni, del piccolo villaggio di Saint Severin, sostiamo incuriositi, deformazione acquisita in tre anni di cacciaallacasaperfetta, davanti alla vetrina dell'unica agenzia immobiliare del paese. Oooohhh...guarda questa!...che bella!...e questa qui? guarda che camino....e questa ha gia' i box per i cavalli e i paddok....quanto terreno ha questa?....eeeee maaaa...guarda che prezzi....750.000....980.000....1.220.000....no ma guarda...si sono dimenticati uno zero...settecinquezerozerozero...e no...guarda anche questa...noveottozerozerozero....e questa unodueduezerozerozero....ma...allora...nooooo, non e' possibile che costino cosi' poco....si sono sbagliati, daaaaiii...Rientrati dalla passeggiata facciamo qualche indagine, interrogando i proprietari dell'albergo riguardo ai prezzi delle proprieta' nella zona. E loro ci confermano che si', quelli sono i prezzi reali, nessun errore. Quindi la Toscana, non solo piu' grande, ma con case splendide, almeno per noi, a un decimo del prezzo. Mah...quasi quasi...per noi che differnza fa...in fin dei conti...lontani per lontani...la lingua l'abbiamo studiata tutti e tre, due mesi e siamo a posto...la Francia, rivalita' calcistico-enogastronomiche a parte, non e' poi cosi' diversa dall'Italia. Storia, arte, cultura, paesaggi, cucina...siamo li', dai. Finiti i tre giorni di lavoro, ricomincia la vacanza: Charente Maritime, Bretagna, Normandia....l'Ile de Re, La Rochelle, Saint Suliac, Saint Malo....e poi...la magia di Mont Saint Michel....nostra figlia con le lacrime agli occhi per l'emozione davanti allo spettacolo della marea che sale illuminata dagli ultimi raggi del sole al tramonto, centinaia di gabbiani che volano in cerchio lanciando le loro stridule urla di gioia per l'arrivo del cibo guizzante nell'acqua bassa ...e allora, che Francia sia. E ricomincia, stavolta da un'altra parte, la cacciaallacasaperfetta....ma questa, e' un'altra storia.

Biscotti al cocco con cioccolato bianco

Eh si', Raffaello insegna! No, non il pittore, la delizia al cocco e cioccolato bianco che tutti conosciamo.

Ingredienti:

1/4 dell'impasto di base che trovate qui

3 cucchiai di farina di cocco

50 g di cioccolato bianco fuso

Accendete il forno a 180°. Allargate la pasta frolla sul piano di lavoro infarinato e cospargetela di farina di cocco, tenendone da parte un po' per la decorazione. Impastate poco e in fretta per amalgamare il cocco all'impasto. Formate un cilindro avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno un'ora. Stendete l'impasto in uno spessore di circa 3 mm e ritagliate dei dischetti con un tagliabiscotti di 6 cm di diametro. Disponeteli sulla teglia coperta di carta forno e infornate a meta' altezza per 7/8 minuti o finche' i bordi cominciano a colorirsi. Sfornate e fate raffreddare i biscotti sulla teglia per un paio di minuti, prima di trasferirli su una gratella. Quando saranno completamente freddi, immergeteli nel cioccolato bianco fuso ricoprendoli fino a meta'. Disponeteli su un vassoio coperto di carta forno e cospargeteli di farina di cocco. Lasciateli al fresco fino a che il cioccolato sara' completamente rappreso.



 

Biscotti alle spezie con scaglie di mandorle

Per me, le spezie sono il miglior antidepressivo del mondo. Non mi capita spesso di essere triste o depressa, ma quando succede, affondare il naso nel barattolo dell'anice stellato o della cannella, non risolve, ma aiuta. E il profumo di spezie che riempie la casa quando sforno questi biscotti, non lo si puo' descrivere: bisogna provarlo. Ricordatevi di rinnovare le vostre spezie annualmente, se volete averle sempre fragranti e profumate. Io preferisco acquistare le spezie intere e macinarle all'occorrenza in un vecchio macinacaffe' che utilizzo solo per questo scopo.

Ingredienti:

1/4 dell'impasto di base che trovate qui

1 cucchiaino di cannella in polvere

1 cucchiaino di noce moscata grattugiata

1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere

chiara d'uovo

mandorle in scaglie per decorare

Accendete il forno a 180°. Allargate la pasta frolla sul piano di lavoro leggermente infarinato e distribuiteci sopra le spezie. Impastate il piu' velocemente e il meno possibile, giusto il tempo di amalgamare le spezie all'impasto. Formare un cilindro, avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo in frigo per almeno un'ora, ma meglio se tutta la notte, per dare il tempo alle spezie di rilasciare tutto il loro profumo. Stendete la pasta in uno spessore di circa 3 mm, spennellatela con la chiara d'uovo leggermente sbattuta  e ritagliate dei dischetti con un tagliabiscotti di circa 6 cm di diametro. Disponete i biscotti sulla teglia ricoperta di carta da forno, cospargeteli con le mandorle e infornate a meta' altezza per circa 7/8 minuti o finche' i bordi cominciano a colorirsi. Toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare sulla teglia per un paio di minuti, prima di trasferirli su una gratella a raffreddarsi completamente.